Comune di Bonefro

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La fontana della terra

 

 

La piazza

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il paese

La visita a Bonefro suscita una immediata considerazione, cioè che i paesi in questa parte delMolise sono molto simili tra loro sia per la forma dell'agglomerato, sia per l'immagine paesaggistica, sia per il modo di sfruttamento agricolo del territorio, sia per le tipologie edilizie. Dobbiamo intendere Bonefro, perciò, come un agglomerato-tipo dove vi sono molti aspetti ricorrenti anche in altri centri urbani. Esso si presenta non più come un nucleo chiuso, raccolto intorno alle principali emergenze architettoniche che poi erano le sedi del potere religioso e di quello politico, bensì come un agglomerato aperto per la presenza di una edilizia continua lungo le strade che lo attraversano. Nel tessuto edilizio, le strutture abitative hanno,almeno a primo impatto, caratteristiche simili fra loro. Hanno una ben definita individualità solo alcuni episodi architettonici che si staccano nettamente nell'insieme edificato. Si tratta del castello del monastero di S. Maria delle Grazie il cui ruolo dominante nell'abitato è legato non solo all'essere stati le sedi del potere religioso e di quello militare, ma anche alla loro posizione nel contesto urbano. Infatti, piuttosto che per mole dei fabbricati,che in ambedue è di notevole rilevanza, il loro risalto è dovuto alla localizzazione su una altura: il castello è posto sulla cima del colle intorno al quale è sorto il nucleo più antico, mentre il monastero è collocato al colmo della zona di espansione successiva che si è sviluppata sul versante di un'altura. Un fatto che li accomuna è la presenza di una corte interna, racchiusa da corpi di fabbrica su tutti i lati nel caso del monastero, con un lato delimitato da un muro di cinta nel caso del castello. Altro elemento in comune è la vicinanza con una chiesa. Il castello era collegato con un passaggio, oggi scomparso, che scavalcava una stradina, con la chiesa di S. Maria delle Rose che è la chiesa parrocchiale. Si tratta diun edificio di culto di origine romanica come la gran parte delle chiese rnolisane e come queste trasformate in stile barocco nel 1730; nel 1853 poi è stata ric struita la facciata. Il monastero aveva annessa la chiesa di S. Francesco che nell'ultima parte del secolo scorso è andata in rovina e solo un recente lavoro di restauro ha permesso la sua conservazione.

Va spesa una parola sul castello che conserva dell'impianto originario di epoca norrnanna le torri agli angoli fuoriuscenti dal perimetro di pianta, le quali servivano per il tiro "fiancheggiante " cioè per colpire di lato gli eventuali assalitori aggiungendosi così al tiro frontale che veniva effettuato dalle mura. Finora abbiamo descritto il centro urbano, ma la visita deve includere anche i dintorni. Da vedere assolutamente sono le fontane per la loro rilevanza architettonica. La Fontana della Terra, chiamata anche della Salute, è la più imponente con i suoi sei archi che ospitano oltre alla fonte anche un lavatoio, una attrezzatura collettiva un ternpo indispensabile. Sempre in pietra da taglio e sempre con un fregio nella parte centrale è l'altra fontana, la Fonte dei Ciechi, dove il loggiato di prima diventa un muro cieco ripartito da quattro paraste; la lunghezza è, comunque, inferiore. Anch'essa come la precedente che è del 1771 è stata restaurata nel XIX secolo. Vi sono poi abbeveratoi anch'essi sempre associati con una fonte connessi con l'attraversamento da parte del tratturo Celano-Foggia del territorio comunale di Bonefro. Il tema dell'acqua è importantissimo in questa zona e comprende pure la cisterna all'interno del chiostro del monastero e alcuni mulini. Ve ne sono esemplari interessanti, in località Canala, la cui struttura tipica è costituita da un rnanufatto a due Piani, uno seminterrato per l'impianto di azionanento e l'altro a pianoterra per l'impianto di rnacinazione, mancando sempre il Piano superiore destinato in genere ad abitazione. Oltre ai mulini, elementi caratteristici del paesaggio agrario sono le dimore rurali: si va dalle semplici case contadine alle masserie fortificate alle ville che rendono leggibile nelle campagne la stratificazione sociale di un tempo. Infine, si invita a visitare il Bosco Difesa immediatamente al di fuori del centro urbano, un bosco di querce che deve essere sopravvissuto perché posto su un pendio accentuato e, dunque, non favorevole per l'attività agricola, sperimentando il percorso didattico creatodalla locale Scuola Media.

Non è questo l'unico intervento di valorizzazione culturale perché vi è anche un importante museo etnografico.

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E-Mail: bonefro@pagus.it

Ultimo aggiornamento 31/08/1999