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Comune di Cantalupo nel Sannio

Piazza S. Gennaro de Majo 1 (Isernia)

Tel. 0865 814206    -    Fax 0865 814418


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Premessa

Il comune di Cantalupo nel Sannio sorge su una piccola collina, sovrastata dal Monte Miletto, nella parte ovest della valle denominata "Piana di Boiano". Il suo territorio, di forma quasi rettangolare, si estende per 1.551 ettari di cui la maggior parte, (circa il 75%) risulta coltivata, il 20% è improduttivo e solo il 5% risulta edificato.
Il comune segna i limiti tra le provincie di ISERNIA e di CAMPOBASSO ed ha un'altezza sul livello del mare di metri 580. Confina, inoltre, con i Comuni di Raccamandolfi, San Massimo, Macchiagodena, Santa Maria del Molise e Castelpetroso.
I principali collegamenti sono costituiti dalla ferrovia ISERNIA-CAMPOBASSO e dalla Strada Statale "Appulo Sannitica". Dotato di una fitta rete viaria interna, risulta però carente di una tangenziale che svincoli il traffico pesante diretto a Roccamandolfi e che, allo stato attuale, si riversa caoticamente per le vie del centro urbano.
Da un punto di vista idrogeologico, dei numerosi corsi d'acqua che lo attraversano, l'unico che assicura una portata d'acqua quasi continua è "il Rio", la cui sorgente è ubicata ai piedi della Montagnola.
Nell'intorno del territorio comunale gravitano numerosi nuclei rurali dei quali i principali sono: Rose, Capocci, Rimaldi, Perna, Fonsi, Cutoni, Minni, Giammobili, Colarrè, Puticari, Cristoforo, Scioli, Orri, Bartolomei, Ronallo, Vitilli, Gaglia, Papacci, Raviele, Pioni, Calvario, Berlingieri, Prata, Capodomo, Pepe Coste, Olivieri, Savani, Iacurre e Taverna.
Per la maggior parte gli stessi risultano costuiti da agglomerati di poche case, sparse o a schiera, in parte distrutte o abbandonate a causa del fenomeno dell'emigrazione sviluppatosi crescemente negli ultimi venti anni e arrestatosi solo di recente.
(Tra tutte, la Frazione Taverna occupa un posto di"Prima Linea", sia per la sua posizione topografica che per numero di abitanti. Posizionata, infatti, lungo la Statale Appulo-Sannitica, ha assunto nel tempo un carattere predominante rispetto alle altre, sviluppandosi sempre più ed allargando l'esercizio delle sue attività commerciali. Vi si trovano infatti diverse rivendite di generi alimentari, di generi di monopolio, un deposito di bevande gassate, un bar, un distributore per il rifornimento dei carburanti ed una scuola elementare. Esistono inoltre delle piccole industrie manifatturiere per la lavorazione dei prodotti caseari, due lanifici, un complesso molitorio, dei laboratori per la lavorazione dei marmi, un'officina meccanica ed una carrozzeria per auto
Nella parte alta della borgata sorge, infine, la chiesetta del Carmine che, nei giorni di festa, accoglie i fedeli di tutte le case sparse che gravitano nei dintorni. Dotata, quindi, di tutti i servizi primari, la Frazione Taverna costituisce un piccolo borgo autosufficiente destinato nel tempo ad un continuo e più crescente sviluppo.)

Origine del nome

Le interpretazioni etimologiche relative all'origine del nome "Cantalupo del Sannio" sono molteplici. Fino al 1862 la denominazione di tale paese era limitata alla sola parola CANTALUPO e solo il 4 febbraio del 1864, su proposta dell'Università di Cantalupo,Vittorio Emanuele II introdusse la denominazione attuale di "Cantalupo nel Sannio" per distinguerlo da altri Comuni aventi lo stesso nome.
Per quanto riguarda l'interpretazione fornita da alcuni storiografi, l'origine etimologica del nome deriverebbe da "Kata-Lucon" (in mezzo al bosco) desunta, probabilmente, dall'ubicazione del centro abitato circondato da querceti e frutteti i quali anticamente dovevano essere molto più estesi e più folti di quanto non lo siano ora.
Secondo un'altra interpretazione etimologica, il vocabolo deriverebbe dal bulgaro "Kan Teleped" che significa "Capo Residenza", ovvero residenza del capo, ipotesi questa convalidata dall'effettiva permanenza dei Bulgari nel Sannio, la cui usanza era quella di assegnare ai "Capi" le posizioni militarmente più sicure e climaticamente più salubri, e di concedere ai "gastaldi" le terre più esposte alle incursioni nemiche e al clima peggiore.
Nel nostro caso specifico la storia tramanda che nel 667 il duca Romualdo di Benevento, con i suoi guerrieri, spiava i movimenti del nemico dalle rocche fortificate di Boiano e di Roccamandolfi, mentre le terre paludose situate tra Castelpetroso e Vinchiaturo sarebbero state affidate all'amministrazione del bulgaro Altzek il quale stabilì la sua dimora in Cantalupo, chiamato allora Kan Teleped, e il cui nome si sarebbe trasformato successivamente, per bocca del popolo latino, in Cantalupo.

Notizie storiche

A parte quanto innanzi detto circa l'attribuzione daparte di Romualdo, duca di Benevento, ai bulgari di Altzec, nel 667, dei territori poveri situati nell'agro compreso tra Isernia, Boiano e Sepino, sino al IX secolo non si hanno notizie certe su Cantalupo.
Il Ciarlanti, nelle sue "Memorie Storiche del Sannio", scrive che nel 1011 Astenolfo, principe di Benevento, essendo stato innalzato alla onorifica caricadi Abate di Montecassino, ebbe molte offerte e molti doni tra cui la Chiesa di Sant'Andrea in Cantalupo, offertagli da Leone Vescovo di Boiano. Col passare dei secoli si dice, inoltre, che a Cantalupo si succedettero molti baroni di alcuni dei quali non si conoscono neppure i nomi mentre di altri si hanno scarse notizie.
Il catalogo "borrelliano" del 1187 ne enumera una ventina a partire da Rainaldo Borrello fino alla famiglia Morra che vendette gli ultimi terreni del Feudo nell'anno 1925.
In sette secoli di storia del dominio "baronale" sono degni di memorabile ricordo i seguenti avvenimenti storici che, con fatti provati, evidenziano la realtà socio-economica di quel tempo e precisamente: la lite tra i cittadini di Cantalupo e quelli di San Massimo, Roccamandolfi e Sant'Angelo in Grotte; una deliberazione dell'Università di Cantalupo, con la quale si contestano i diritti baronali; la carestia del 1764; la dominazione francese ed, infine, il terremoto del 1865.
Tutti questi fatti si inseriscono in un periodo di estrema miseria nella quale viveva il popolo il quale doveva ai borboni, detentori di enormi ricchezze, solo un'incondizionata obbedienza ed una parte dei fruttiraccolti nei campi.Per sopperire a tale miseria, assia spesso, nelle deliberazioni dell'Università di Cantalupo, si leggono provvedimenti di vendita di terreni demaniali col cui ricavato si cercava di alleviare la miseria del popolo.Quindi, sulla base di tali premesse, vanno inquadrati i fatti e gli avvenimenti che hanno determinato lo sviluppo di un "Paese".
Tornando alla storia, si può dire che il primo"Barone" di Cantalupo, di cui si abbia memoria, è Rainaldo di Borrello il quale, nel 1187, sotto Re Guglielmo II, diede il suo aiuto in Terra Santa.
Sempre sotto Guglielmo II, negli anni che corrono tra il 1166 ed il 1189, Cantalupo fu posseduta da Guglielmo di Pesco.
Nel 1270 passò sotto il dominio di Simone Santangelo, della signoria di Sant'Angelo in Grotte, per passare nel 1288 dapprima nelle mani del figlio Niccolò e poi in quelle del nipote Angelo.
Dal 1300 al 1306 furono baroni di Cantalupo GuidonePrimerano e Francesco Acquaviva di Sant'Agapito.
Tra alterne vicende si arriva al 1451, anno in cui il dominio passò a Francesco Pandone, conte di Venafro, che lo cedette, in cambio di Boiano, ai fratelli Sanfromondo.
Nel 1536 Cantalupo fu donato ad Angelo Di Costanzo che, essendo stato esiliato dal-viceré di Napoli, vi si ritirò stabilendovi la sua dimora.
Con un susseguirsi di ulteriori Baronati Cantalupo passò, infine, nelle mani del principe Goffredo Morra icui discendenti ne hanno avuto il possesso sino all'inizio del secolo scorso.
Nel 1835, Cantalupo fu meta di Francesco II che da Bari rientrava a Napoli. Nel 1862 Vittorio Emanuele II, per distinguerlo da altri paesi con la stessa denominazione lo chiamò "Cantalupo nel Sannio". Nel 1935 Mussolini vi fece tappa e vi fissò la sede dell'AMGO per l'amministrazione dei territori occupati.

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Ultimo aggiornamento 28/05/2002