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Comune di Castelpetroso

86090 (Isernia)

Tel. 0865/937131  fax 0865/937676


Panorama

Ingresso al Castello

Porta del Parco

Il Santuario

 

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ORIGINI E STORIA

Castelpetroso sorge sulla vetta di un colle a 872 m. s.l.m., a cavallo delle valli di Bojano e Carpinone. L' attuale centro abitato del paese è identificabile con il "Colle Petroso", nome che si incontra per la prima volta in un documento del 9 maggio 964, in cui il Principe Pandolfo Capodiferro assegna i confini della contea di Isernia e ne delimita il confine ad Est, a Colle Petroso. Questa identificazione, suggerita soprattutto dal Perrella, starebbe a dimostrare che a quel tempo il castello, "castrum", non era stato ancora edificato. Il luogo fu fortificato successivamente, sempre nel periodo longobardo, con la costruzione del castello che dal luogo, ricco di pietre, prese il nome.  Ciò è attestato da una pergamena custodita nell' archivio di Montecassino, datata 1011, in cui si legge della donazione di due Chiese, S. Cristoforo e S. Salvatore, ubicate nel territorio di "Castrum Petrosum", alla badia cassinese da parte del Vescovo Leone di Bojano. Come si vede, il termine "Colle" è sostituito con "Castrum", che in latino sta proprio ad indicare castello, fortezza, spazio chiuso e fortificato. Quindi da Colle Petroso, a Castrum Petrosum, a Castelpetroso!

Tappa fondamentale della storia del paese è la dominazione degli Angioini a Napoli. Il Masciotta annota che il re Carlo I° d'Angiò diede in feudo castelpetroso a Giovanni D'Angelo, Vice Giustiziere del regno. Successivamente Carlo II° d'Angiò lo assegnò al sommo giurista Andrea D'Isernia.  L'ultima famiglia feudale è stata quella dei "de Rossi", già nota con il prenome di "Rubens" o "de Rubens" fin dal periodo longobardo.

Anche se fonti storiche certe e sicure fanno risalire l' origine di Castelpetroso intorno all' anno mille, si ha motivo di ritenere che dovesse esistere un centro abitato anche nell' antico Sannio.

ARTE E ARCHITETTURA

Il centro storico di Castelpetroso è un chiaro esempio di borgo medioevale, con il suo castello maestoso, la chiesa parrocchiale imponente, le minuscole piazze ed i piccoli vicoli che serpeggiano all'interno.  Un tempo si entrava nel borgo attraverso tre porte : Porta del Parco,  ancora oggi esistente, Porta Pistiello e Porta Macchietelle. Tra antichi palazzi si respira ancora quel profumo antico del vivere sano, quell' austerità tipica del mondo passato.

Il Castello sorge su una vera e propria fortezza naturale, utilizzata già dai Sanniti come punto di osservazione militare. Dalla forma quadrata si direbbe normanno, ma fu edificato dai Longobardi tra la fine del X secolo e l' inizio del XI, dato che i suoi primi padroni furono i discendenti del guastaldato longobardo di Bojano, facente parte del ducato di Benevento. La fortezza odierna conserva la forma quadrata e parte di quello che doveva essere il mastio, nella fiancata destro; al pian terreno restano due stanzoni rimasti inalterati nel corso dei secoli.

IL SANTUARIO

Il 28 settembre del 1890, alla presenza di oltre trentamila pellegrini, si iniziarono i lavori del Santuario su progetto dell' architetto Francesco Gualandi di Bologna.  Erano passati solo due anni da quando il 12 marzo del 1888 la Vergine Addolorata si manifestò a Bibbiana che era in compagnia della cugina Serafina.   Bibbiana in quella occasione fu investita da un flusso di luce intensa che fuoriusciva da una fessura della rupe di "Cesa tra Santi". Poco dopo, il 22 dello stesso mese, fissando lo sguardo nel cavo della rupe le apparve la Vergine Addolorata con Cristo morto depositato sul telo di lino candido. La costruzione della Chiesa iniziata, quindi, alla fine del secolo scorso, proseguì negli anni successivi ed in data 21 settembre 1975 venne consacrata alla già patrona del molise.

TRADIZIONI

Il festival del "Du Bot" (antico e tradizionale organetto che era presente, almeno fino agli anni '50 in quasi tutte le famiglie e che accompagnava i momenti salienti della vita paesana) si svolge a Guasto di Catelpetroso ogni seconda domenica di settembre. Nato quasi per caso come periodico raduno dei suonatori di organetto di Castelpetroso, divenne "Festival del Du Bot" allorché , nel 1986, un gruppo di amici si avventurò nella costituzione di un apposito Comitato per lo svolgimento del Festival.

Il 2 luglio di ogni anno ad Indiprete di Castelpetroso si svolge la sagra "Scuiscelle e Ciabbotta", un antico piatto che in passato era presente quasi quotidianamente sulle tavole dei contadini del luogo.  Il primo venerdì di agosto viene organizzata, nella borgata di Pastena, la sagra delle "Taccuzzelle e Fagioli", piatto tipico preparato dalle donne del luogo con acqua, farina e fagioli coltivati alle pendici di Monte Patalecchia.

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Ultimo aggiornamento 28/05/2002