Stemma

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Comune di Guardialfiera

Corso Umberto I, 26        86030 (Campobasso)

Tel. 0874 840131

 


 

 

Veduta del paese

Veduta del paese

 

 

 

 

 

Antico portale

Antico portale

 

 

 

 

 

La casa di F. Jovine

La casa di Francesco Jovine

 

 

 

 

Il lago di Guardialfiera

Il lago di Guardialfiera

 

 

 

 

 

 

 

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Premessa

A Guardialfiera è ancora possibile assaporare usanze e tradizioni non "inquinate" dal consumismo e dallo sfruttamento turistico.
Infatti questa terra è depositaria di bellezze naturali, di tesori d'arte, di antiche tradizioni che solo alcuni conoscono o hanno potuto immaginare leggendo i libri di Francesco Jovine, ricordando storie, fantastiche e reali, della gente di questa parte dei Molise.
Andare a spiare le meraviglie di una natura ancora intatta, il fiume e le campagne che la mano dell'uomo ha appena toccato, senza arrecare alcuna grave compromissione.
Il paesaggio è costituito da boschi e macchie di vegetazione arbustiva e cespugliosa di tipo mediterraneo che fa contrappunto a lontani paesaggi marini. Dalla collina più elevata è possibile ammirare un vario e pittoresco panorama: il mare Adriatico e le Isole Tremiti.
Notevoli sforzi sono stati fatti per valorizzare il patrimonio architettonico del paese e per utilizzare a scopi turistici le bellezze naturali di cui la montagna è ricca, vera oasi di vegetazione con acqua ed aria salubre.

Cenno geofisico

Guardialfiera è una cittadina con 1199 abitanti (ma per un massiccio fenomeno migratorio diverse centinaia di persone sono residenti in paesi europei ed extraeuropei).
Situato sulla dorsale di una dolce collina a 280 metri sul livello dei mare sulla parte sinistra dei fiume Biferno, rispecchia la sua fresca radiosa bellezza nelle onde di un immenso lago artificiale.
Guardialfiera ha un clima salubre e si trova nella provincia di Campobasso, nella regione Molise e dista dal capoluogo circa 42 Km. e dalla cittadina adriatica di Termoli 33 Km.
Ha un agro di 43,16 Kmq, i parte coltivato (frumento, vigneti, uliveti) e in parte bosco.
Di notevole importanza turistica sono il bosco San Nazario ed il lago artificiale, incui si sta programmando l'utilizzazione per la pesca sportiva.

Breve sunto storico

Sorta intorno al decimo Secolo, la denominazione "Guardialfiera" è luogo di diverse interpretazioni. La prima ritiene che Guardialfiera sia l'equivalente di "custodia": una sorta di "Guardia degli Alfieri"; la seconda ritiene il nome di Guardialfiera derivante da "Guarda Alfano" così chiamato "Alfano" il monte a fronte dei paese; la terza fa derivare Guardialfiera dal nome di "Adalferio", Conte di Larino che nel 1049, al tempo della dominazione Longobarda, era Feudatario di Guardialfiera e del territorio circostante.
Nel secolo XI Guardialfiera fu insignita della Sede Vescovile da Papa Alessandro II in compenso alla buona accoglienza fatta precedentemente dai guardiesi al Papa Leone XI nel suo passaggio per i nostri luoghi. Rimase Sede Vescovile fino al 1818 quando, in conseguenza del Concordato, venne soppressa.
Nel corso dei secoli, Guardialfiera ha subito notevoli trasformazioni legate al processo evolutivo dei vari periodi storici. Inizialmente era costituita da un'unica fortezza a guardia della valle dei Biferno. Successivamente intorno al castello vennero costruite la Chiesa e le prime case (ancora oggi la zona viena chiamata "Piedicastello") circondate da mura di difesa. Nella cinta muraria vi erano tre porte che costituivano gli unici accessi al centro abitato. Gli ultimi resti delle mura e la porta principale che erano situate nell'attuale Piazza Aldo Moro, vennero distrutti all'inizio del 1900.
Nei primi dell'800 invece, Guardialfiera si è estesa e sviluppata anche oltre la cinta muraria seguendo la conformazione naturale del luogo. Caratteristico è il Borgo Medievale detto "Piedicastello", che è sorto intorno e sotto il Castello ora diroccato, si abbarbica sul dorso della Collina in prossimità della Cattedrale.

Personaggi illustri

Francesco Jovine:
(Guardialfiera 1902 - Roma 1950)
Visse nel mondo scolastico prima come maestro, poi come professore ed infine come direttore didattico.
"Ladri di galline" è la sua prima Opera (Modena 1930) cui segue "Un uomo provvisorio" (1934), che focalizza l'intellettuale molisano che giunge a Roma contutte le sue ambizioni.
Del 1942 è "Signora Ava", grande affresco della vita molisana nel periodo dell'Unità d'Italia. I racconti "Il pastore sepolto" (1945), "L'impero in provincia"(1945) e "Tutti i miei peccati" (1948) anticipano il capolavoro dello scrittore Molisano: "Terre dei Sacramento"(1950), pubblicato nell'anno della sua morte.
L'1 novembre 1990 è stato eretto allo scrittore Francesco Jovine, nel quarantesimo anno della sua scomparsa un massiccio "Pannello bronzeo", realizzato dalla scultrice Rita Racchi, donato dalla Banca Popolare dei Molise.
Franco Mancini E' un artista guardiese che, per il suo carattere piuttosto schivo, si é tenuto un pò lontano dal grande pubblico, salvo in poche occasioni.
L'artista ha prestato sempre grande interesse per le più svariate tendenze artistiche ed è da quindici anni amante della scultura. Nel giro di pochi anni, ha raggiunto una buona padronanza tecnica ed una giusta conoscenza nell'uso dei legni.
Da tempo realizza statuine con legno, perfettamente intagliate, con la caratteristica di avere un collo esile affilato e modellato. Tra i vari soggetti, ha realizzato la figura particolare dei "Cristo" sovrapposto ad un tronco d'albero. Il legno si è piegato alla sua immaginazione ed alle sue mani; i pezzi sono di rara finitura, sono unici, originali, senza copie o calchi, trattati con la determinazione del pensiero di entrare dentro la materia e renderla viva.
Vincenzo Cirella+
(Guardialfiera 1939 - 1987)
Nel 1968 ha dato alla stampa la prima raccolta di poesie "Un cuore che batte"che rispecchia principalmente la vita del suo Molise. Nel 1980 è stata pubblicata la seconda raccolta "L'innocente" e del 1981 è il romanzo "Dal niente al nulla".

Chiesa di Santa Maria Assunta

Ogni paese contiene nel suo interno, quasi nel suo andito più riposto, la Chiesa con il Campanile. A Guardialfiera vi è l'antichissima Cattedrale di Santa Maria Assunta. Maestosa, monumento di stile in prevalenza Longobardo ancora tutto da capire e da scoprire: dai bassorilievi su pietre squadrate incastonate nelle masse murarie, al copioso deposito di civiltà e di arte dei nostri padri, ai preziosi paramenti ed alle suppellettili Sacre. Si è aggiunto negli ultimi anni lo stupore per la scoperta della Cripta Paleocristiana, sotto l'altare Maggiore della Cattedrale.
Essa, in origine, comprendeva tre navate, ricche di pitture e ornate dalle armi di Vescovi secondo l'antico costume. La molteplicità di elementi romanici di chiara influenza longobarda, gotici e barocchi presenti insieme alla rinfusa sui muri perimetrali della Chiesa, sono testimoni tangibili che il tempio ebbe uno sviluppo architettonico di rilievo. L'edificio per varie cause, prima fra tutte il terremoto, più di una volta dovette essere restaurato, così da rendere attualmente difficile una sua lettura in chiave architettonica. La facciata principale presenta un portale distile barocco, mentre sulla facciata orientale si apre, molto sollevato da terra, un portale al quale si accede tramite una scala laterale. Esso e detto "Porta Santa" e annualmente viene aperta per le indulgenze eccetto negli anni Giubilari.
A sud vi è l'accesso alla Cripta abbastanza ampia con archi a tutto sesto e copertura a crociera. Ad occidente, fra conci grezzi lavorati a disegno geometrico o a figure umane, vi è un altro portale Gotico (oggi murato), inquadrato in una specie di pannello formato da tredici archetti pensili di chiara derivazione Longobarda.

Manifestazioni

Ad ogni Natale "Piedicastello" diviene Betlemme, dando vita ad un caratteristico ed originale Presepe. L'itinerario e le scene viventi del Presepio si snodano fra le sequenze di costoni di roccia, scantinati, piazzali, atri, dirupi e così il gradevole ed armonico salire di scalini, si dipana poi nella rincorsa di vicoletti in bianchi casamenti, attraverso il ritmo scenografico di fiaccole e di efficaci contrasti. Lungo questi vicoletti si aprono le botteghe dello scalpellino, del venditore di pane, delle filatrici di lana e gli altri esercizi, che ripetono nell'arredamento mistico, nei gesti dei protagonisti, nei paludamenti, i personaggi che in quella Notte Santa furono testimoni di un miracolo annunciato dalla Cometa. Si arriva così alla grotta della Natività, realizzata entro la Cripta Paleocristiana della Cattedrale.
Quel ch'e più bello in questa corniceunica di suggestione, é la partecipazio-ne corale sinceramente sentita dallagente dei luogo, che vive intensamentel'atmosfera che s'ispira all'amore, allabontà, alla solidarietà.

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Ultimo aggiornamento 29/05/02