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Vista del paese

Ophrys Apifera

Salamandrina dagli occhiali
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Premessa
La irregolare figura geometrica del centro urbano
di Gugdiaregia si adagia, dolcemente sdraiata, alla base della quasi gigantesca piramide
costituita da Monte Capraro e da essa separata dalla voragine "Prece". La
frattura della Prece si sarebbe formata nel periodo alluvionale dell'ultima era geologica,
tuttora in attività di proseguimento e corrispondente alla comparsa dell'uomo sulla
terra.
La flora dei dintorni è caratterizzata da immense distese boscose; alti e robusti cerri,
querce e faggi fanno bella corona al Paese. Nei boschi si raccolgono saporitissimi funghi,
erbe aromatiche e medicinali, fragole dall'aroma unico.
La fauna è quella comune a tutti i paesi del Matesino: ovini, bovini. Gli asini e qualche
mulo aiutano egregiamente i contadini.
Volteggiano nel cielo, chissà per quanto ancora, molti volatili. Nidificano tra le
montagne sterne e pernici. Lepri, volpi e cinghiali costituiscono, con i volatili, motivo
dilettevole di esercitazioni venatorie,cui partecipano molti abili provetti cacciatori.
Esistono anche molti lupi. Il clima è dolce, la temperatura dell'aria non è né molto
fredda, né molto calda, ma la presenza delle montagne dà luogo a fenomeni atmosferici
poco graditi: fulmini e furia di venti.
Guardiaregia non è ricca. Non offre, pertanto, grandi risorse né moderni conforti. Fa
dono di un sano riposante soggiorno in un ambiente collinoso, igienicamente salubre, reso
dilettevole dalla natura per la "suggestiva bellezza dei paesaggi, per i magnifici
panorami che si possono ammirare vagando nei dintorni, per l'azzurro del suo cielo".
Cenno storico
La data dell'origine del centro urbano non è nota,
essendo andati distrutti completamente i documenti storici nel violento terremoto del
1805, che seminò lutti e rovine in molti centri della Regione.
Le ipotesi e la leggenda, tuttavia, fanno risalire le
origini del Paese al fiero popolo Sannita. I Sanniti, infatti, abitavano la zona
gravitante attorno all'Appennino del Matese. Quando Roma assoggettò queto territorio, Augusto diede il nome di
IV Regione al Sannio d'allora. Affermatasi successivamente la dominazione Longobarda in Italia, il Sannio
costituì la quattordicesima provincia delle 28 in cui l'Italia stessa venne divisa. La provincia del Sannio venne
incorporata al Regno d'Italia nel 1860 e Guardiaregia si inserì nel quadro nazionale,
partecipando a tutte le ansie e a tutte le vicende della Patria.
Abitudini ed usanze
| La serenata: |
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Fino a pochi decenni fa, il
giovane che adocchiava una fanciulla, le manifestava i suoi sentimenti con una serenata,
consistente in una lamentela di parole gentili cantate al suono di un organetto, che
accompagnava monotonamente ma con brio. Il motivo troverebbe un raffronto in canti beduini
e motivi ispirati a musiche greco-arabe. La giovane, al primo incontro successivo alla
serenata, lasciava intendere, con contegno grato o indifferente, se la serenata era stata
gradita o meno. E, tante volte, dalla buona o cattiva riuscita della prima serenata
dipendeva il matrimonio. |
| La
"Ricciata": |
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Mentre in tantissimi luoghi, la
sera di San Silvestro, si preparano cenoni, ancor oggi l'umile gente di Guardiaregia pone
a fuoco una grossa pentola con dentro chicchi di granone che, dopo cotto, si chiamerà
"ricciata". La ricciata viene mangiata in parte condita con sale e olio e la
rimanenza viene data in pasto ad ogni capo di bestiame per propiziarsi la buona annata e
per proteggersi da assalti di lupi e di tafani. |
| La Novena in
preparazione della festa del sei dicembre: |
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Il 29 novembre, al cominciare
della novena in onore del Protettore San Nicola, un complessino musicale, organizzato alla
buona con gli strumenti più strani e capricciosi, dopo l'Ave Maria, gira per il paese,
fermandosi ad ogni porta per suonare poche battute di un motivo sacro o profano, mentre le
campane della chiesa suonano a festa fino a tarda sera. I suonatori accettano, di tanto in
tanto, qualche bicchiere di vino da chi lo offre mentre fanno il giro.
Il 5 dicembre viene preparata dalla Commissione che organizza la festa, una cena di
fagioli, che tutti i guardioli, per devozione al Santo, debbono assaporare.
In occasione della festa del 6 dicembre, viene distribuita, a paesani e forestieri, una
"panella" -pagnottella- benedetta dal Parroco. |
L'Oasi del Matese:
Situata
interamente nel territorio comunale di Guardiaregia, si tratta di un'area estesa per circa
1056 ettari ed è situata sul versante orientale del massiccio del Matese, inserita in un
comprensorio di elevato valore naturalistico. L'oasi è costituita da due aree distinte:
L'area delle Gole del torrente Quirino (128 ha) è situata a ridosso del paese e forma una
lunga, stretta e profonda incisione tra il centro abitato e le alture dei monti Capraro e
Torretta con quote altimetriche comprese tra i 600 e 1.200 Mt. s.l.m.. Le gole del Quirino
rappresentano la tipica incisione dalla duplice origine tettonica e carsica, infatti la
frattura provocata dai grandi eventi che hanno portato al sollevamento del massiccio
matesino è stata scavata e modellata in milioni di anni dal costante ed impetuoso
scorrere delle acque. Nell'area delle gole inoltre, non è difficile rinvenire conchiglie
fossili in accumuli carbonatici, quasi a ricordare che l'attuale formazione rappresentava
la scogliera di un caldo mare tropicale.
L'area di monte Mutria (928 ha) è situata a circa 8 Km dal paese con esposizione N-NE ed
una quota altimetrica che varia tra i 1000 ed i 1823 mt. s.l.m. della cima del monte
Mutria. Lungo le ripide pareti della montagna, interamente ricoperte da una fitta faggeta,
osserviamo diversi canaloni, fra cui il più spettacolare è il canalone
Cusano.
L'oasi WWF di Guardiaregia infine si presenta ricca di sorgenti e corsi d'acqua fra cui i
torrenti rio Vivo, Quirino e la spettacolare cascata di San Nicola con un salto totale di
circa 100 metri.
Benché sia monte Mutria che le gole del Quirino siano aree di elevato valore
naturalistico, solo
negli ultimi anni sono stati eseguiti dei rilievi sistematici sullaconsistenza fiorisfica
da cui si evince una notevole biodiversità di specie individuate.
L'esposizione, le forti variazioni altimetriche fanno si che si passi da elementi di
macchia mediterranea lungo le pareti della gola alla tipica vegetazione appenninica
con
le faggete e le prateria d'alta quota.
La fitta copertura vegetazionale del monte Mutria e la particolare orografia della
montagna e dell'area delle gole del Quirino con pareti a strapiombo e lunghi tratti
inaccessibili, fanno si che l'oasi di Guardiaregia sia, fra le aree del versante orientale
dei Matese, quella più ricca di varietà animali presenti. |