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Comune di Guardiaregia

(Campobasso) - Tel. 0874


 

 

Panorama

Vista del paese

 

 

 

 

 

 

Ophrys Apifera

Ophrys Apifera

 

 

 

 

 

 

Salamandrina dagli occhiali

Salamandrina dagli occhiali

 

 

 

 

 

 

 

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Premessa

La irregolare figura geometrica del centro urbano di Gugdiaregia si adagia, dolcemente sdraiata, alla base della quasi gigantesca piramide costituita da Monte Capraro e da essa separata dalla voragine "Prece". La frattura della Prece si sarebbe formata nel periodo alluvionale dell'ultima era geologica, tuttora in attività di proseguimento e corrispondente alla comparsa dell'uomo sulla terra.
La flora dei dintorni è caratterizzata da immense distese boscose; alti e robusti cerri, querce e faggi fanno bella corona al Paese. Nei boschi si raccolgono saporitissimi funghi, erbe aromatiche e medicinali, fragole dall'aroma unico.
La fauna è quella comune a tutti i paesi del Matesino: ovini, bovini. Gli asini e qualche mulo aiutano egregiamente i contadini.
Volteggiano nel cielo, chissà per quanto ancora, molti volatili. Nidificano tra le montagne sterne e pernici. Lepri, volpi e cinghiali costituiscono, con i volatili, motivo dilettevole di esercitazioni venatorie,cui partecipano molti abili provetti cacciatori. Esistono anche molti lupi. Il clima è dolce, la temperatura dell'aria non è né molto fredda, né molto calda, ma la presenza delle montagne dà luogo a fenomeni atmosferici poco graditi: fulmini e furia di venti.
Guardiaregia non è ricca. Non offre, pertanto, grandi risorse né moderni conforti. Fa dono di un sano riposante soggiorno in un ambiente collinoso, igienicamente salubre, reso dilettevole dalla natura per la "suggestiva bellezza dei paesaggi, per i magnifici panorami che si possono ammirare vagando nei dintorni, per l'azzurro del suo cielo".

Cenno storico

La data dell'origine del centro urbano non è nota, essendo andati distrutti completamente i documenti storici nel violento terremoto del 1805, che seminò lutti e rovine in molti centri della Regione. Le ipotesi e la leggenda, tuttavia, fanno risalire le origini del Paese al fiero popolo Sannita. I Sanniti, infatti, abitavano la zona gravitante attorno all'Appennino del Matese. Quando Roma assoggettò queto territorio, Augusto diede il nome di IV Regione al Sannio d'allora. Affermatasi successivamente la dominazione Longobarda in Italia, il Sannio costituì la quattordicesima provincia delle 28 in cui l'Italia stessa venne divisa. La provincia del Sannio venne incorporata al Regno d'Italia nel 1860 e Guardiaregia si inserì nel quadro nazionale, partecipando a tutte le ansie e a tutte le vicende della Patria.

Abitudini ed usanze

La serenata:
Fino a pochi decenni fa, il giovane che adocchiava una fanciulla, le manifestava i suoi sentimenti con una serenata, consistente in una lamentela di parole gentili cantate al suono di un organetto, che accompagnava monotonamente ma con brio. Il motivo troverebbe un raffronto in canti beduini e motivi ispirati a musiche greco-arabe. La giovane, al primo incontro successivo alla serenata, lasciava intendere, con contegno grato o indifferente, se la serenata era stata gradita o meno. E, tante volte, dalla buona o cattiva riuscita della prima serenata dipendeva il matrimonio.

La "Ricciata":
Mentre in tantissimi luoghi, la sera di San Silvestro, si preparano cenoni, ancor oggi l'umile gente di Guardiaregia pone a fuoco una grossa pentola con dentro chicchi di granone che, dopo cotto, si chiamerà "ricciata". La ricciata viene mangiata in parte condita con sale e olio e la rimanenza viene data in pasto ad ogni capo di bestiame per propiziarsi la buona annata e per proteggersi da assalti di lupi e di tafani.

La Novena in preparazione della festa del sei dicembre:
Il 29 novembre, al cominciare della novena in onore del Protettore San Nicola, un complessino musicale, organizzato alla buona con gli strumenti più strani e capricciosi, dopo l'Ave Maria, gira per il paese, fermandosi ad ogni porta per suonare poche battute di un motivo sacro o profano, mentre le campane della chiesa suonano a festa fino a tarda sera. I suonatori accettano, di tanto in tanto, qualche bicchiere di vino da chi lo offre mentre fanno il giro.
Il 5 dicembre viene preparata dalla Commissione che organizza la festa, una cena di fagioli, che tutti i guardioli, per devozione al Santo, debbono assaporare.
In occasione della festa del 6 dicembre, viene distribuita, a paesani e forestieri, una "panella" -pagnottella- benedetta dal Parroco.

L'Oasi del Matese:

Situata interamente nel territorio comunale di Guardiaregia, si tratta di un'area estesa per circa 1056 ettari ed è situata sul versante orientale del massiccio del Matese, inserita in un comprensorio di elevato valore naturalistico. L'oasi è costituita da due aree distinte:
L'area delle Gole del torrente Quirino (128 ha) è situata a ridosso del paese e forma una lunga, stretta e profonda incisione tra il centro abitato e le alture dei monti Capraro e Torretta con quote altimetriche comprese tra i 600 e 1.200 Mt. s.l.m.. Le gole del Quirino rappresentano la tipica incisione dalla duplice origine tettonica e carsica, infatti la frattura provocata dai grandi eventi che hanno portato al sollevamento del massiccio matesino è stata scavata e modellata in milioni di anni dal costante ed impetuoso scorrere delle acque. Nell'area delle gole inoltre, non è difficile rinvenire conchiglie fossili in accumuli carbonatici, quasi a ricordare che l'attuale formazione rappresentava la scogliera di un caldo mare tropicale.
L'area di monte Mutria (928 ha) è situata a circa 8 Km dal paese con esposizione N-NE ed una quota altimetrica che varia tra i 1000 ed i 1823 mt. s.l.m. della cima del monte Mutria. Lungo le ripide pareti della montagna, interamente ricoperte da una fitta faggeta, osserviamo diversi canaloni, fra cui il più spettacolare è il canalone Cusano.
L'oasi WWF di Guardiaregia infine si presenta ricca di sorgenti e corsi d'acqua fra cui i torrenti rio Vivo, Quirino e la spettacolare cascata di San Nicola con un salto totale di circa 100 metri.
Benché sia monte Mutria che le gole del Quirino siano aree di elevato valore naturalistico, solo
negli ultimi anni sono stati eseguiti dei rilievi sistematici sullaconsistenza fiorisfica da cui si evince una notevole biodiversità di specie individuate.
L'esposizione, le forti variazioni altimetriche fanno si che si passi da elementi di macchia mediterranea lungo le pareti della gola alla tipica vegetazione appenninica con le faggete e le prateria d'alta quota.
La fitta copertura vegetazionale del monte Mutria e la particolare orografia della montagna e dell'area delle gole del Quirino con pareti a strapiombo e lunghi tratti inaccessibili, fanno si che l'oasi di Guardiaregia sia, fra le aree del versante orientale dei Matese, quella più ricca di varietà animali presenti.

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Ultimo aggiornamento: 29/05/02