Stemma

Comune di Guglionesi

via Giandomenico de Santis (Campobasso)

Tel. 0875/689010


 
 

Cripta

 

 

 

 

Chiesa di San Nicola

 

 

 

 

Chiesa di Santa Maria Maggiore

 

 

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Sorto dopo la distruzione della città romana di Usconio, Guglionesi si distende su tre colli che partono geologicamente dalla costa adriatica e dominano la parte terminale della fertile vallata del fiume Biferno. La posizione collinare (un’altitudine di circa 375 metri) e la distanza dal mare (circa 10 chilometri) rendono il paese particolarmente godibile nella stagione estiva quando il centro diviene più attivo nelle manifestazioni popolari e turistiche. L’origine del nome vede gli studiosi cimentarsi in appassionanti dibattiti: forse deriva dalla guglia, pianta acquatica che nasce copiosamente sulle rive del fiume Biferno e che bagna le pendici del colle più alto; forse deriva dalla combinazione di Colle-Nisyus (Colle di Nisio o di Niso) che alluderebbe a Bacco e al vino, vino, peraltro, di buona qualità che si produce in varie zone dei colli. Il dato su cui non ci sono dubbi è che Guglionesi è il comune più vasto, per estensione territoriale, della regione Molise.

ARTE E ARCHITETTURA

Un aspetto fondamentale di Guglionesi è nella sua radice storica, artistica ed architettonica, forse poco conosciuta. Il borgo, di origine medioevale, si sviluppa lungo tre assi principali collegati da una rete di vicoli caratteristici che spesso portano la denominazione di personaggi più o meno importanti nel panorama nobiliare della zona e che evidentemente hanno vissuto nel paese. La memoria storica del paese tramanda varie tradizioni che oggi è possibile provare a rivivere nei suoi monumenti. Partendo da una fonte medioevale di apprezzabile valore storico, detta di fnt d’nall, si arriva al centro storico dove si conservano i ruderi di un castello, detto da capo e risalente all’XI secolo. Il castello sorgeva nella parte più alta del paese, nella zona più strategica del colle e completava una cinta muraria che proteggeva il centro storico, dove si trovavano i monumenti più antichi risalenti agli albori del medioevo.  La chiesa di Santa Maria Maggiore, in posizione baricentrica nell’urbanistica medioevale, conserva la parte absidale della chiesa romanica originaria e una splendida cripta nella quale fu deposto il corpo dell’abate Adamo (990 / 1060-1070), benedettino nato e vissuto in queste zone, ed oggi Santo Patrono, festeggiato il 2 e il 3 giugno allorché viene rievocata la traslazione delle reliquie con il ritorno del carro. Nel corso della seconda metà del XVI secolo, la cripta fu interessata dai lavori di affresco che riguardarono tutte le volte a crociera e dalla costruzione di una nuova cappella, laterale e contigua con lo spazio della cripta, dove fu collocata la statua argentea del Patrono. Gli affreschi, che raffigurano episodi biblici, evidenziano, in alcuni spunti artistici, notevoli doti da parte dell’autore, o degli autori, ignoti ma ispirati dalla corrente manierista del tempo tanto da rievocare in qualche studioso forme, colori e sfumature delle composizioni e degli schemi michelangioleschi . La chiesa di Santa Maria Maggiore  oggi si presenta nell’architettura settecentesca, costruita su tre navate e in stile barocco. L’edificio merita una visita anche per alcune tele conservate, opere di pittori provenienti dalla scuola napoletana.  Il monumento più noto nel panorama architettonico regionale è la chiesa di San Nicola. I documenti conservati segnalano a Guglionesi una chiesa dedicata a San Nicola già al 1049, addirittura prima della traslazione a Bari delle sue reliquie avvenuta nel maggio del 1087. Con molta probabilità la chiesa citata dai documenti è la stessa che ancora oggi si ammira nell’architettura romanica delle sue facciate e in modo particolare nei resti di una cripta rinvenuta durante alcuni lavori di restauro nel 1970. Notevoli sono anche gli elementi di scultura architettonica conservati nell’edificio, in particolare la lunetta del portale dove sono raffigurati un leone e un grifone in atteggiamento di sfida, un orante e due rosette in bassorilievo. L’architettura romanica delle facciate è caratterizzata da una serie di archi aggettanti che poggiano in modo alterno su lesene e mensoline. Sulla facciata principale si trova un rosone a colori alternati. Lo spazio architettonico interno della chiesa conserva molti elementi originari sebbene l’ultimo restauro ha richiesto l’integrazione di varie parti strutturali.   Altro monumento sacro è l’attuale chiesa di Sant’Antonio da Padova.  La chiesa in origine dedicata a San Francesco d’Assisi fu costruita nel tardo medioevo, tra il XIV e il XV secolo, in stile gotico-pugliese e rientrava in un complesso convenutale ospitato all’interno della cinta muraria. Diversi elementi architettonici originari della chiesa si conservano sulle facciate: i resti di un rosone disegnato da una serie di palmette che ne tracciano la dimensione radiale; il portale in pietra, sovrastato da una lunetta scandita da una serie alternata di pigne e grappoli d’uva, molto stilizzati; le monofore slanciate che terminano con un arco trilobato. All’interno la chiesa si presenta in stile barocco con i dipinti realizzati negli anni ’20 da un pittore locale. In una nicchia sono conservati i frammenti di un affresco cinquecentesco che forse rievoca una natività.   L’assetto urbanistico del centro è arricchito da palazzi storici, tra i quali spicca quello ducale e dove visse la famiglia Caracciolo. Di tale palazzo si possono ancora ammirare il portale bugnato, la chiesa di famiglia dedicata a San Felice martire e dove si custodiscono le sacre spoglie, e lo stemma ducale dei Caracciolo. La terra di Guglionesi amplifica la sua rilevanza storica nell’area del basso Molise con la presenza di due tratturi che alle pendici l’attraversano e la circondano e dei quali si tramandano le leggende e i sapori, sapori che oggi si fondono e si confondono nella sua tradizione agricola e gastronomica.  La storia del paese non passa solo per i suoi monumenti principali ma si appoggia ad una serie di altri edifici, sparsi sul territorio collinare, che hanno contribuito nel corso dei secoli allo sviluppo sociale, culturale, artistico ed architettonico della comunità di Guglionesi. Alcuni di questi edifici si conservano e si possono visitare, altri appartengono ormai alla memoria storica, ai ricordi sfumati delle persone più anziane. Di questi edifici persi, forse importanti, ai guglionesani e ai visitatori non resta che leggerne il nome in una piazza o in un vicolo e provare ad immaginare.

testo a cura di Luigi Sorella

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Ultimo aggiornamento 29/05/02