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Stemma

Comune di Lucito

Piazza Vittorio Veneto, 5        86030 (Campobasso)

Tel. 0874 747204 - Fax 0874 746081


 

Veduta antica del paese
(foto inviata da Salvatore Mattiacci)

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Veduta moderna del paese

 

 

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Sacra Famiglia
(Benedetto Ervantes - 1680)

 

 

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Calice (1788)

 

 

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Madonna del Rosario e Santi
Fabrizio Santafede (1560-1634)

 

(Icone della Chiesa Collegiata di S. Nicola)

 

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Introduzione *

Il nome "Lucito" secondo alcuni deriva da "Lucus", bosco consacrato a divinità, secondo altri da Salceto, detto "sauceto". Agli inizi Lucito era costituito da piccoli rioni ad una certa distanza tra loro: S. Onofrio, S. Maria della Strada, S. Maria di Gambatesa, S. Maria Malemerenda. Le origini di Lucito, fondata dai Longobardi, risalgono al VI secolo, infatti lapidi trovate sul versante destro dei fiume Biferno, tra Larino e Rocca Calenda, confermano questa tesi. Le prime case del paese sorsero in un quadrivio a uguali distanze dai centri più importanti della regione, Boiano, Trivento, Larino, Gerione. Lucito è situato in una valle piena di uliveti che si estendono fino alle sponde del fiume Biferno e nella parte settentrionale è circondato da colline piene di alberi da frutta e di querceti.
Il territorio è attraversato da piccoli torrenti che sfociano nel Biferno, e dal tratturo "Celano-Foggia" che si trova in buono stato di conservazione. In alcuni schizzi rinvenuti si nota che il paese si estendeva da "Porta Maggiore" fino a "Porta da Piedi". Ora il paese si presenta in maniera del tutto diversa, e la maggior parte delle case è fuori dell'antica circoscrizione.
Le principali famiglie feudali che dominarono Lucito furono: i Gionata Di Balbano (1188), i Caraccioli, i Di Sangro (prima metà del 1300), i Tomacello (dal 1560), i Piscicelli, e i Capecelatro (dalla seconda metà del 1600 fino alla fine dei Feudalesimo).

Palazzo Capecelatro

Il Palazzo Capecelatro di Lucito, è un'edificio dalle origini molto antiche, risalenti al medioevo, quando le funzioni erano prevalentemente militari. Con la sua notevole mole, domina sia il borgo medioevale che la vallata sottostante. Al palazzo e al borgo, si accede a Nord attraverso la "Porta Maggiore", costituita da un arco a sesto acuto, posta sotto al Palazzo stesso, e dalla "Porta a Piedi", posta a Sud.
Col passare del tempo esso ha subito varie trasformazioni. Il Palazzo, cui si accede attraverso un ampio portale, è costituito da due piani inferiori oltre al piano nobile. Molte opere di ammodernamento lo hanno trasformato privandolo di elementi di arredo fisso e di finiture di sicuro interesse. Resta in opera tutto l'apparato originario delle strutture orizzontali sia voltaree che lignee, nonchè i portali in pietra, le mensole di finestre e balconi ed altri elementi significativi come cornici in pietra lavorata, le iscrizioni, gli stemmi. Vicino al Castello sorge un edificio in cui è posto un pregevole stemma in pietra di epoca cinquecentesca rimosso dal Castello probabilmente all'epoca della costruzione dello stesso.
Con decreto del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali 16/6/1995 è stato dichiarato di importanza storico-ambientale e sottoposto alle disposizioni di tutela di cui alla legge n.1089/1939.

Palazzo De Rubertis

E' stato costruito agli inizi del 1700. L'elemento più interessante dell'edificio, dotato di notevole pregio, è la facciata principale. E' di austera ed elegantissima fattura: si tramanda che fu eseguita da maestri scalpellini napoletani su progetto di un noto architetto (Vanvitelli). La facciata si compone di un triplice ordine dorico, ionico e corinzio, scanditi da lesene semplici e da accoppiate e segnate da trabeazioni.
Con decreto del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali 20/3/1993 è statodichiarato di importante interesse storico-artistico e sottoposto alle disposizioni di tutela di cui alla L. 1089/1939.

Le chiese

"San Nicola di Bari": Si hanno notizie della sua esistenza già intorno all'anno 1000. Collegiata insigne, subì danni con i terremoti del 1456 e del 1805. All'interno esistono numerose lapidi ed elementi architettonici di stile rinascimentale. Tra le varie opere d'arte spicca la tela di Fabrizio Santafede (XVI1 sec.), che raffigura la Vergine del Rosario, dipinto di acclamato pregio artistico. Conserva reliquie ed oggetti sacri di sicuro valore.
Completamente restaurata dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, è stata recentemente dotata di due porte di bronzo di elegante fattura.
"Cappella di San Gennaro": Attualmente chiusa al culto.
Prima era un "bellissimo ed adorno tempietto" con "moltissime reliquie di santi e parati di ogni sorta", collegata direttamente con Il Palazzo Marchesale.
Recentemente da Parte della Sovrintendenza alle Belle Arti sono state eseguite opere di restauro non ancora completate.
"Chiese di San Rocco": Già esisteva nel secolo XVI ed era sede della Congrega dei Purgatorio.
"Chiesa dell'Immacolata Concezione": Edificata alla fine dello scorso secolo, è stata di recente ristrutturata. Conserva un bell'altare in pietra, proveniente dall'ex Chiesa del Convento.
"Cappella di San Nicola": Sorge in aperta campagna a circa cinque chilometri dal centro abitato

"Rito della Defenza"

Da alcuni anni si è riscoperto Il rito della "Defenza". Questa festa si svolge nel mese di maggio per dare un saluto alla primavera. Il rito consiste nel rivestire un pagliaio di giunchi adornato con erbe fresche, fiori, mandorle, ciliegie con in cima un ciuffo di ginestre. Un uomo all'interno dei pagliaio si dondola a mo' di ballo e altre tre o quattro persone gli fanno corona cantando e suonando nacchere, tamburelli e zampogne. Il gruppo seguito da ragazzi fa il giro del paese cantando e ballando.

Festa del Patrono

A Lucito il 12 maggio si festeggia il patrono "San Nicola". La festa si svolge con una suggestiva fiaccolata, durante la quale avviene l'incontro tra San Nicola ai monti e San Nicola in paese. San Nicola ai monti resta all'aperto e viene vegliato dai fedeli durante tutta la notte. Il giorno seguente si svolge la processione che conduce il Santo nella chiesa dove resterà fino alla terza domenica di giugno, giorno in cui viene riportato in processione nella chiesa sui monti.

 

* Le immagini e le informazioni presenti in questa pagina sono state prese da:
Alfredo Pizzuto, "Chronistoria della Terra di Lucito. Un Popolo, la sua Fede e i suoi Pastori nell'ultimo secolo del secondo millennio", Edizioni Cantagalli, Siena, 1999.

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Ultimo aggiornamento 19/06/02