Comune di Sepino

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Panorama

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CENNI STORICI

Nel corso dei secoli Sepino ha avuto una triplice collocazione sul territorio. La città sannita in località TERRAVECCHIA, la città romana in località ALTILIA ed infine la città medievale ed odierna in collina, a ridosso del torrente Tappone, tra il Monte Muschiaturo e il pianoro di Campitello.

Periodo pre-romano

Il primo insediamento sannita si sviluppò in pianura nella valle del Tammaro, in una zona che rappresentava un importante luogo di scambio e bivacco. A protezione del sito si formò, sulla retrostante collina di Terravecchia (q. 953), la città fortificata sannita (Ocre Saipinatz, meglio conosciuta come Saipins).

Periodo romano

Alla fine del II secolo a.C., con una radicale trasformazione edilizia la città prese forma e si sviluppò intorno al nodo stradale caratterizzato dall’incrocio fra il tratturo principale, "decumano" ed il tratturello del Matese, "cardo". Successivamente alla guerra sociale (91-88 a.C.), il territorio fu organizzato secondo lo schema municipale romano. Edifici pubblici, abitazioni private e monumenti conferirono a Saepinum l’impronta di una città imperiale romana.

Periodo longobardo

La decadenza dell’impero romano ebbe ripercussioni anche su Saepinum. Il crollo demografico e politico, aggravato dalla guerra goto-bizantina (535-553 d.C.), e le calamità naturali, come terremoti ed alluvioni, favorirono l’espandersi di zone acquitrinose e boschive che provocarono il progressivo abbandono del territorio da parte della popolazione.

Saepinum, che intanto aveva preso il nome di Altilia, fu annesso al Gastaldato di Boiano sotto il dominio longobardo.

Periodo normanno e moderno

Nel periodo che va dal IX al XV-XVI secolo Sepino dà vita a due diversi insediamenti (Sepino attuale e Castelvecchio).

IL CENTRO STORICO

Il centro storico è racchiuso nell’area dell’antico borgo medievale. L’abitato era circondato da una cintura muraria a forma quasi ellittica, con quattro porte, munita di torri sulle quali spiccava il castello. Tuttora sono conservate alcune torri e tre porte: la porta Meridionale, la porta Orientale, la porta di Corte o porta Borrelli. Il castello fortemente danneggiato dal terremoto del 1805 fu progressivamente abbattuto.

DA SOFFERMARSI…

La Fontana in pietra realizzata da artigiani locali;

Il campanile con la guglia di forma singolare, interamente realizzata in ferro battuto;

Il palazzo Giacchi con il portale di epoca romana;

Gli stemmi in pietra collocati sui portali a testimonianza del titolo di dignità, di concessione o di appartenenza a corporazioni o mestieri;

L’ampia gradonata che conduce alla Chiesa di S. Cristina e sul lato opposto la scalinata che ridiscende alla Chiesa di S. Maria e a Pantano.

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Ultimo aggiornamento 20/06/02