Comune di Vinchiaturo

(Campobasso)  


 

 

 

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Veduta del paese

 

 

 

 

 

 

 

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Chiesa di Santa Croce

 

 

 

 

 

 

 

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Scuola Elementare
Guglielmo Iacobucci

 

 

 

 

 

 

 

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Ruderi della Chiesa di Monteverde

 

 

 

 

 

 

 

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Origine del nome

Sull'origine del nome Vinchiaturo si sono riscontrate tesi diverse. C'è chi ha sostenuto che tale nome deriverebbe dall'aggettivo latino "Vinculum" da vincolare, legare.
Secondo un'ipotesi i romani avrebbero eretto una torre sulle antiche vestigia della città di Ruffirio adibito a luogo coatto per i prigionieri politici "Vincula catenis".
Si è detto ancora che Vinchiaturo sarebbe scaturito dalle parole latine "vinculum" e "tauri" da un antico giuramento detto "del toro" fatto tra popoli confederati.
In un antico documento notarile del 1736 redatto da un certo Domenico SPENSIERI, il nome si fa risalire ad un luogo ubicato tutt'oggi sotto alla torre del campanile dove era ubicato un carcere con torre e tre porte e ponte levatoio.
Si pensa che lo stemma scaturì dall'arguta fantasia del barone Federico LONGO nel 1550, allora padrone del feudo di Vinchiaturo, nel periodo del viceregno spagnolo.

Introduzione

Vinchiaturo si trova proprio nel cuore della penisola Italiana, nella parte più settentrionale del Mezzogiorno. Famoso è il Passo di Vinchiaturo o Sella di Vinchiaturo, valico dell’Appennino campano (554 m), tra le valli del Biferno e del Tammaro. Divide l’Appennino centrale da quello meridionale.
Il territorio comunale conta circa tremila abitanti, si presenta con una morfologia abbastanza pianeggiante pur considerando il suo aspetto comunque collinare.
Il centro abitato è posto a 622 m s.l.m., e da un' attenta osservazione planimetrica si possono notare più insediamenti disposti intorno a piazza Municipio ed un asse che da qui si proietta verso la campagna offrendosi come arteria di sviluppo.
Domina il paesaggio la Chiesa parrocchiale di Santa Croce ubicata nella parte alta del paese; in stile neoclassico la facciata realizzata in pietra locale come pure la torre campanaria a quattro piani, di cui il piano terra a pianta quadrata e gli altri ottagonali. In essa sono conservate le spoglie del martire romano San Vitale patrono dei giovani.
La chiesa del Purgatorio, sita vicino piazza Municipio, ad una sola navata, presenta un interessante portale di stile barocco del 1604 proveniente dal soppresso Convento di Santa Lucia.
La Chiesa di San Bernardino da Siena, patrono di Vinchiaturo, fu eretta nel 1728. L'impianto è ad una sola navata con due cappellette laterali dedicate a San Francesco D'Assisi e a San Michele Arcangelo. Sulle pareti laterali dell'altare si trovano due affreschi del maestro Leo Paglione sulla vita e morte del Santo Patrono.
Di particolare interesse è la Fontana dei Leoni sulla piazza principale del paese, Piazza Municipio, dove quattro leoni sistemati su quattro plinti intorno alla vasca principale fanno fuoriuscire l’acqua.
Nel territorio di Vinchiaturo, sull’altura detta La Rocca, a 1000 metri di altitudine, si trovano i resti di una tra le più vecchie chiese del Molise: la chiesa di Santa Maria di Monteverde per alcuni conosciuta come Santa Maria a Monte, per altri Santa Maria di Guglieto.
La chiesa, che in origine faceva parte di un monastero, si compone di tre navate come è nello stile romanico. Sopravvive però solo la parte dell’abside centrale e parte del presbiterio e delle mura perimetrali. Affiancato al rudere e con parte di esso è stata realizzata in tempi non lontani un’altra chiesa nella quale attualmente viene svolta la funzione religiosa.
Nella località Carbone, a pochi minuti dal centro abitato, è sito un laghetto che, per la sua conformazione, è particolarmente suggestivo; attualmente utilizzato per la pesca, e l’area circostante per i pic-nic.
Molti sono gli esempi di architettura rurale e di edilizia urbana in pietra, che si offrono come esempio dell’arte scalpellina qui praticata negli anni passati.
Nel territorio vi sono, negozi, ristoranti, hotel, aziende agricole, artigiane ed industriali di piccola dimensione; molti sono i servizi e le attrezzature per il tempo libero e lo sport.

Periodo pre-romano e romano

Tracce di insediamenti agricoli e pastorali sono i ruderi di mura in contrada Monteverde e Casarene, forse ripari per greggi.
Del periodo romano sono testimonianze una lapide con epitaffio funebre in contrada Macine con la seguente iscrizione "DIS MANIIBUS TUCCIAEC LLIPILLAE LIVINIUS FL POLITICUD CONIUGI: SANTICTISSIMI ET LIVINI POLITICUS ET EVIETHUS DLTLCISSIMAE MATRI" e in contrada Sterparelle dove ci sono una stele funeraria monolitica con un bassorilievo rappresentante uno specchio femminile e un muraglione con blocchi megalitici ove in un angolo è rappresentato in bassorilievo un simbolo fallico propiziatorio. Altre vestigia romane sono presenti sul territorio e in località Santa Maria a Monte a Monteverde dove ci sono resti di colonne corinzie capitelli e un torso togato che testimoniano in tale sito l'esistenza di un tempio pagano dedicato a Venere Ericina.

Periodo Medievale

Nel periodo longobardo (650-1050) il territorio era annesso alla Contea di Boiano. Nel Xl secolo Ugo Dl MOLISIO, conte di Boiano dotò la cattedrale di tale città de! Feudo di San Pietro in agro di Vinchiaturo, mentre la rimanenza dell'agro era sul feudo dell'abbazia benedettina di Monteverde.
Tale abbazia era un cenobio benedettino raggiunse lo splendore nel XII secolo aggregando a se una gran parte di territori di Vinchiaturo, Mirabello, Ferrazzano sempre nella contea di Boiano.
La data di nascita come feudo si fa risalire al 1449 anno in cui Alfonso d'Aragona lo concesse ai fratelli Sanfromonte estrapolandolo dal feudo dei Monfort (Monforte) in tale epoca fu costruito il castello dimora del feudatario e il Borgo sottostante. La signoria del luogo passò poi ai Pignatelli, ai de Ratio ed ai Senesgallo di Capua, nel 1550 quest'ultimi per 5200 ducati la vendettero al Marchese napoletano Federico Longo.

Periodo dei Longo

Dopo il periodo Aragonese, in cui le assegnazioni feudali venivano fatte dai sovrani, sopravvenne il periodo del Viceregno spagnolo (1501-1700) durante il quale le signorie furono acquistate da privati.
Il figlio di Federico Longo, Giavannandrea, vendette la signoria di Vinchiaturo al proprietario terriero di Boiano Nicola de Sano con patto di retrovendendo, di cui usufruì Federico Longo nipote del primo sul finire del 1500 e che si vuole sia l'artefice del convento francescano di Santa Lucia per assolvere ad un voto muliebre. La presenza di tale edificio fece sì che intorno ad esso in tre file si eressero le prime abitazioni più in basso la casa dei nobili Pecci ancora oggi visibile di proprietà dei Damiano.
A Federico Longo successe nel 1621, Camillo ricordato come un don Rodrigo per il suo carattere arrogante; si dice che si arrogasse anche lo "ius primae noctis" per cui pare fosse stato ucciso a seguito di una sommossa popolare nel 1646. A Camillo successe ancora un Federico e poi un altro Federico nipote del precedente di cui si hanno notizie intorno al 1750.

Periodo contemporaneo

Dopo la legge sull'eversione della Feudalità promulgata da Giuseppe Bonaparte il 2.8.1806 e realizzata negli anni successivi dai governi murattiani (Giuseppe Zurlo ) per essa e per l'alienazione a privati anche di beni appartenuti al clero e fra questi nel 1806 anche il convento francescano di S.Lucia si costituirono le proprietà dei Pecci, Iannotti, Mazzarotti, Saracco Pistilli, Primiani e Iacampo che acquistarono il palazzo della Famiglia Longo a tutt'oggi di loro proprietà e tutti i possedimenti ad esso annessi.

Feste e Fiere locali

19-20 maggio - San Bernardino da Siena patrono di Vinchiaturo e Santa Rita da Cascia
15-16 Agosto - Ferragosto
13 Dicembre - Santa Lucia
17 Gennaio    - Santo Antonio Abate

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Ultimo aggiornamento 20/06/02