Dai popoli che in epoca storica si trovavano insediati nell'Italia centro-meridionale discesero i SANNITI.
Questi popoli non costituivano una nazione unitaria, ma erano organizzati autonomamente in territori ben definiti; a nord del Sannio si trovavano i Marsi, Vestini, Peligni, ecc; a sud di esso erano i Lucani, dai quali si staccarono i Bruzi; ad ovest, nell'attuale Campania, si erano insediati popoli della stesssa origine, così come ad est, lungo la costa adriatica tra l'Abruzzo e il Molise erano i Frentani.
Queste popolazioni nel corso del tempo trovarono modo di collegarsi tra loro in rapporto agli interessi politici ed economici che avevano in comune nei diversi momenti; ad esempio nel IV secolo a.C. esisteva una temibile lega sannitica volta a contrastare il crescente pericolo romano. Il governo dei sanniti era del tipo repubblicano su basi democratiche. Con il termine PAGUS si identificava il Distretto Territoriale che aveva un governo decentrato e democratico.
Nella prima metà del IV secolo Sanniti e Romani erano le due maggiori potenze in Italia, entrambe in espansione; tra i due popoli lo scontro era inevitabile.
Nel 297 a.C. i Sanniti riuscirono a formare una forte coalizione insieme ad Etruschi., Galli Senoni, Lucani. Nella battaglia di Sentino, del 295, definita la "battaglia delle nazioni", si decisero le sorti della penisola: le perdite degli alleati furono disastrose: vi trovarono la morte circa 25.000 uomini. I Sanniti, da soli, continuarono la guerra per altri quattro anni, ma alla fine furono costretti a chiedere la pace e ad accettare l'alleanza con Roma.
Nel 91 a.C. ebbe inizio la guerra dei soci che reclamavano la parificazione della loro condizione a quella dei cittadini romani di pieno diritto. Si unirono ai Sanniti gli Irpini, Frentani, Piceni, Marsi, Peligni, Vestini, Marrucini e Lucani. Nacque la Lega Italica che ebbe come prima Capitale Corfinio che prese, per l'occasione, il nome Italia. A seguito delle vicende della guerra, la capitale fu spostata a Bojano e poi ad Isernia.
Il 1° novembre dell' 82 a.C. segna la conclusione del ciclo storico dei Sanniti. Se i Sanniti avevano avuto come unità insediativa il PAGUS con poteri decentrati e democratici, i Romani crearono, invece, una serie di Municipi (città capoluogo delle varie "provincie") all'interno dei quali concentrarono tutti i servizi. Questa organizzazione procurò gravi danni perché si verificò il primo vero spopolamento del territorio con l'accentramento delle città che rappresentavano l'unico punto di riferimento per le questioni politiche, amministrative, economiche e religiose.
Una inversione di tendenza si cominciò a verificare solo nell'alto Medio Evo, quando i monaci benedettini affrontarono il problema di dare al territorio una nuova organizzazione e funzionalità, adeguata ai nuovi tempi. Dopo l'ultima guerra il processo di spopolamento ha avuto una accelerazione dovuta all'emigrazione verso le Americhe e verso le città industrializzate.
Crediamo che il nuovo mondo telematico rappresenterà una opportunità per un ritorno stabile ai territori interni montani.
Perciò abbiamo fatto nostro il termine PAGUS. Una speranza e un augurio.