La chiesa di Sant’Antonio Abate presenta una forte dicotomia tra interno ed esterno.

L’esterno ha conservato uno stile prettamente romanico. La facciata, semplice e lineare, è scarna di elementi architettonici decorativi; ciò è dovuto non solo alla linearità tipica dello stile romanico, ma anche all’usura del tempo e all’inclemenza degli agenti atmosferici, che hanno corroso molti particolari della facciata.

Il portale è ogivale ed è delicatamente intarsiato con motivi floreali. 

Alcuni sui elementi architettonici rivelano l’influenza stilistica del periodo normanno.

Sopra il portale, al posto del rosone, è posta una finestra di stile tardo-barocco.

Un elemento di pregio è la torre campanaria senza cuspide, alta più di trenta metri.
La torre fu costruita nel 1725 ma è rimasta incompleta a causa della morte del suo ideatore, un artista appartenente alla scuola vanvitelliana.
In essa si distinguono tre parti nelle quali sono inserite delle nicchie, realizzate in pietra lavorata a forma di conchiglia, nello stile tipico del suo ideatore. Nella parte di mezzo è inserita una cornice a quadrato quadrilobato.

Tutto il complesso campanario è arricchito di fregi decorativi, che aumentano e migliorano la visione prospettica d’insieme.

All’interno la chiesa è a navata unica, illuminata dai 10 finestroni che furono aperti con i lavori del XVII secolo.

La volta della navata è interamente decorata con un affresco, che rappresenta il “Giudizio Universale”, opera del pittore Francesco Palombo, che costituisce una tra le più importanti e rare espressioni di pittura barocca molisana.

Il Palombo dipinse il Giudizio Universale intorno al 1793, insieme ad altri affreschi posti nei riquadri che fiancheggiano la volta, rappresentanti scene sacre tra le quali la “Presentazione delle tavole a Mosè”, il “Sacrificio di Isacco” e la “Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso”.

La navata è arricchita su ogni lato da cinque cappelle laterali divise tra loro da pilastri, ognuno in uno stile architettonico diverso dall’altro. Ogni cappella custodisce un altare.

Alcuni altari laterali lignei sono particolarmente belli per i ricchi rivestimenti in oro zecchino che li decorano. La loro realizzazione, databile intorno al XVIII secolo, è opera di maestranze locali.

Tra gli altari posti a ridosso della parete sinistra spiccano il secondo ed il terzo, nei quali sono custodite due belle tele, opera di Francesco Palombo, che rappresentano rispettivamente “La Madonna del Carmelo” e “La natività”.

L’altare di maggior pregio, per i suoi intagli e i suoi rivestimenti dorati, è quello “dell’Addolorata”, il terzo della parete destra.

In fondo alla navata, preceduto da una balaustra, è posto l’altare maggiore di marmo policromo, in stile barocco. L’altare presenta, alle estremità, due angeli a tutto tondo, in marmo bianco. Due putti, sempre in marmo bianco, arricchiscono invece il tabernacolo collocato sull’altare.

Dietro l’altare maggiore un dipinto molto grande occupa quasi tutta la parete e raffigura “La moltiplicazione dei pani”.

In controfacciata, sopra il portale di ingresso, vi è l’organo, anch’esso in stile barocco.

La chiesa custodisce due pezzi di notevole interesse artistico: la “Raffigurazione della pace”, oggetto in argento del XVI secolo, e la Croce Processionale del XVIII secolo.