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La chiesa è a due navate. Lo slancio verticale dell’edificio e le notevoli dimensioni svelano le sue origini gotiche. La facciata è a capanna. Il portale d’ingresso, commissionato da Guglielmo Borrello feudatario di Agnone agli inizi del ‘200, è in pietra dura, di stile gotico pugliese, arricchito da colonnine e pilastri. La trabeazione del timpano è sorretta da due leoni, su cui poggiano colonnine con capitelli decorati a motivi floreali. |
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Al centro del timpano vi è un tondo con un bassorilievo, nel quale è rappresentato l’Agnello mistico: questo era il simbolo della corporazione dei mastri lanai di Ascoli Piceno e documenta la presenza della comunità ascolana, che commissionò i lavori di ristrutturazione dell’edificio. Sopra il timpano è posto il rosone, anch’esso in stile gotico pugliese come il portale. Lo stile del rosone ricorda quello della chiesa di S. Francesco. Nel punto più alto della facciata, sopra il rosone, fu posta nel 1443 la statua di S. Emidio, anch’essa commissionata dalla comunità ascolana. La scultura raffigura il santo nell’atto di benedire con la mano destra, mentre con la sinistra sorregge il modellino di una città scossa dal terremoto. |
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Dello stesso periodo è anche la croce posta sul fianco destro della facciata. All’interno la chiesa presenta una struttura asimmetrica a due navate divise da ampi archi, che in origine fungevano da accesso a due cappelle. La navata di sinistra, posta sullo stesso asse della facciata e del portale, è la più antica e corrisponde alla chiesa originaria trecentesca. Questa navata conserva ancora degli elementi in stile gotico, quali l’arco sovrastante l’altare maggiore ed il soffitto a capriate. La navata destra è settecentesca e la sua parete laterale coincide con le antiche mura di cinta medievali. Il soffitto è a cassettoni. Le decorazioni interne, barocche, sono attribuibili ad artigiani di Pescopennataro e risalgono al '700. Sulle pareti laterali poggiano sei altari, nei quali sono collocati dipinti e statue di notevole pregio. Il secondo altare a sinistra è dedicato al Cristo Risorto: vi è ospitata una scultura in terracotta del 1895, opera di Amalia Dupré, artista fiorentina che operò ad Agnone assieme al padre, Giovanni Dupré. Proseguendo sullo stesso lato si trova l’altare di S. Placido, che accoglie una statua attribuita alla scuola napoletana di Gian Giacomo Colombo, della fine del ‘700. In fondo alla navata sinistra è collocato l’altare maggiore, alle spalle del quale si trova un prezioso coro in legno lavorato, attribuibile alla scuola napoletana, del 1650 circa. Il coro è particolarmente pregevole per la presenza di 12 sculture lignee, rappresentanti i 12 apostoli. In fondo alla navata settecentesca è collocato il fonte battesimale, ottagonale, opera di Amalia Dupré. Su di esso è scolpito S. Giovanni Battista, il cui volto è stato eseguito riprendendo le fattezze del padre dell’artista, Giovanni. Sempre sul fondo della stessa navata si trova l’altare ligneo della “Sacra Famiglia”, creato nel 1790 da un artista locale, in puro stile rococò. Segue l’altare di S. Emidio e quindi quello “dell’Addolorata”. Quest’ultimo è opera di entrambi i Dupré: la statua del Cristo è di Giovanni, l’Addolorata invece è della figlia Amalia. L’ultimo altare, tornando verso l’ingresso, è quello del Crocifisso. La statua è dei primi del ‘900, opera dello scultore Giulio Monteverde: la bellezza della scultura è nel forte potere evocativo dell’immagine del Cristo sofferente, resa con particolare verismo. |
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