Il sito di Monte Vairano è circondato da mura lunghe tre chilometri, in cui si aprono tre porte. Due porte sono rivolte verso il tratturo Matese- Cortile-Centocelle, diramazione del Celano-Foggia, mentre l’altra porta si affaccia in direzione del fiume Biferno.

Le porte erano a doppio battente, su cui probabilmente si trovava un architrave in legno.

Lungo le mura sono stati trovati i resti di piccole costruzioni quadrangolari in pietra, che dovevano essere la base di torri di legno.

I materiali rinvenuti permettono di stabilire che le mura risalgono alla seconda metà del IV secolo a.C..

All’interno delle mura sono stati individuati parecchi edifici, disposti in tutta l’area della città. Alcuni di questi, scavati integralmente, sono allineati a una strada. Lo scavo mostra che almeno uno degli edifici, dai muri perimetrali molto solidi, era pavimentato in cocciopesto ed era intonacato all’interno. Si accedeva all’interno attraverso dei gradini.

Nei pressi della porta occidentale, detta Porta Vittoria, è stata rinvenuta una fornace per la cottura dei vasi ceramici, il cui uso è documentato dalla presenza, al suo interno e nella discarica posta nelle vicinanze, di prove d’impasto e di scarti di produzione. Questi materiali provano che in questa fornace veniva prodotta ceramica a vernice nera (vedere figure nere), nel III e soprattutto nel II secolo a.C..

Si tratta di una delle rarissime testimonianze di produzione di ceramica a vernice nera nel Sannio, e lo studio dei materiali provenienti da Monte Vairano riveste una grande importanza per la classificazione delle ceramiche dell’area.