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Il Castello Monforte è strettamente legato alla figura del conte Cola Monforte , diventato sire di Campobasso nel 1450, in seguito alla morte del padre. La fortezza ebbe un importante ruolo militare durante la guerra tra Giovanni d’Angiò e Ferrante d’Aragona per il possesso del regno di Napoli, tra il 1459 e il 1464. Questa guerra non fu altro che la continuazione di un’altra lotta avvenuta nel 1442, nella quale Alfonso d’Aragona (padre di Ferrante) riuscì a ottenere Napoli contro Renato d’Angiò (padre di Giovanni). Il 2 Luglio 1442 il Re Alfonso prevalse anche contro il conte di Trivento, Antonio Caldora, nella Battaglia di Sessano: principale artefice di questa vittoria fu Paolo di Sangro, noto combattente, nonché suocero del conte Cola Monforte. Il gravissimo terremoto del 1456 causò molti danni e fu necessaria la ricostruzione di molti tratti del castello. Cola di Monforte decise di fortificare al meglio l'edificio, molto provato dal sisma. Nel 1458 il re Alfonso morì e gli successe il figlio Ferrante: da allora il comune di Campobasso non rispettò più i pagamenti alle Corti; il conte Cola ben presto si ribellò agli aragonesi e si schierò a favore degli angioini. Quell’anno fu denso di contese feudali e di guerre: il castello di Campobasso divenne punto d’appoggio e sede del sovrano angioino e furono aumentate le strutture difensive. Le esigenze militari imposero nuovi interventi, quali la creazione del fossato e l’innalzamento dei quattro torrioni agli angoli del castello. Il conte Cola cinse tutta la città di mura, interrotte da sei porte ancor oggi esistenti: porta S. Antonio Abate, porta S. Nicola, porta Santa Maria, porta Mancina o Santa Cristina, porta S. Paolo e una porta anonima. Presso ogni porta c’è una torre, secondo uno schema ripreso dallo stemma di Campobasso. Caratteristico era il tunnel sotterraneo, che veniva sfruttato per assalire alle spalle il nemico: il sottopassaggio collegava il castello con S. Giovannello, una collina fuori città. Il cunicolo è lungo poco più di un chilometro e al suo interno sono state rinvenute armi e ossa. Attualmente non è accessibile. |
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