Il palazzo si erge imponente lungo la strada che conduce alla chiesa di S. Leonardo; sulla strada si affaccia l'ingresso principale dell'edificio.

Si tratta di un maestoso portale in stile barocco, sul quale campeggia uno stemma raffigurante due leoni rampanti che poggiano su tre colli, con al centro un albero di pino.

L'ingresso secondario è alle spalle di quello principale, in una piazzetta, "Fondaco della Farina", famosa perché vi fu sancita la pace tra Crociati e Trinitari.

Sulla piazza, oltre a una terrazza voluta da Ugo Cannavina, sono ancora presenti il pozzo che forniva l'acqua al palazzo e una pianta secolare di fico.

Gli edifici che si trovano sotto il terrazzo erano definiti "case di campagna" e venivano utilizzati per la conservazione delle derrate. 
Il palazzo ha una pianta quadrangolare e si sviluppa su due piani.

L'interno del palazzo è costituito da numerose stanze dagli alti soffitti e dai ricchi arredi.
La stanza più grande è il salone da ballo nel quale, in un ripostiglio, è ancora conservata un'antica pianola che rallegrava le feste dei proprietari.

La cucina del palazzo, ristrutturata da Giulia Petrella, è molto ampia, rivestita con piastrelle nere e marroni, e comprende un camino e una grande cappa, che sovrasta i fornelli.

Intatta è la camera da letto, con soffitto dipinto a merletti e il salotto in stile Luigi XVI, arricchito da un tappeto francese, dai mobili laccati e dagli arazzi in seta.

Una vetrina custodisce alcuni reperti archeologici rinvenuti nel territorio molisano.

Attraversando la sala da pranzo si giunge nella cappella, che conserva lo stemma della famiglia Salottolo.
L'edificio custodisce i ritratti dei molti personaggi che hanno abitato o soltanto soggiornato nel palazzo e numerosi reperti bellici, tra i quali il cannocchiale dell'Ammiraglio Horace Nelson.