In seguito alla ristrutturazione, all'esterno la chiesa si presenta piatta e priva di elementi significativi, poiché è interamente intonacata.

Eliminati gli antichi affreschi, dell'antica struttura rimangono soltanto due portali in pietra -di cui quello secondario è murato, il rosone e il campanile, abbattuto da un terremoto e ricostruito nel 1864; sul soffitto del campanile si trovano degli affreschi di Amedeo Trivisonno, pittore campobassano, ormai rovinati dal tempo.

Attraverso il portale principale si accede all'interno della chiesa, a pianta rettangolare e navata unica. S.Antonio Abate è la più alta testimonianza del barocco molisano.

Superato l'ingresso si possono ammirare due acquasantiere rinascimentali: una reca una croce scolpita, l'altra un calice con l'ostia.

Entrando nella chiesa lo sguardo cade subito sui quattro altari laterali costruiti in marmo e legno. Sul lato sinistro rispetto all'ingresso il primo altare è dedicato a S. Benedetto, sotto il quale è stato rinvenuto un ambiente pieno di ossa, usato come cimitero dei frati di S. Antonio Abate; il secondo altare è sormontato da quattro tele ad olio.

Sul lato destro è collocato l'altare del "Crocifisso" e quello dedicato a S. Antonio, sul quale è posta una nicchia che racchiude la statua del santo, contornata da dipinti che raffigurano alcuni episodi della sua vita.

L'area dell'abside, separata dall'aula della chiesa da un arco a tutto sesto, accoglie l'altare maggiore, del 1748.

Sul presbiterio inizialmente si trovava una cupola; nel corso degli anni, per problemi di stabilità, è stata abbattuta e il soffitto - ormai piatto - è stato ornato dagli affreschi del pittore molisano Leo Paglione, raffiguranti l'Agnello Pasquale e i quattro Evangelisti.

Sempre all'interno della chiesa si possono ammirare altri dipinti di artisti molisani, due statue del '300 in pietra locale raffiguranti S. Antonio e S. Leonardo e l'organo ligneo del 1696.