(Luogo dell'apparizione)

La Madonna Addolorata appare per la prima volta il 22 marzo 1888 a Bibiana Cicchino, umile contadina di Castelpetroso intenta alla ricerca di un agnellino disperso.

La pastorella, attirata dalla luce che proviene da una grotta, si avvicina e rimane abbagliata dalla visione che le si presenta: la Vergine Maria inginocchiata è in atto di implorazione; ai suoi piedi giace Gesù morto.

In seguito a tale apparizione il Pontefice nomina il vescovo di Bojano, mons. Palmieri, Delegato Apostolico con l’incarico di verificare l’accaduto.

Il vescovo si reca così in località Cesa tra i Santi il 26 settembre 1888; nella stessa grotta si ripete il miracolo e la notizia delle apparizioni si propaga a livello nazionale.

Inizia così la storia del santuario di Castelpetroso, che si conclude con la consacrazione il 21 settembre 1975.

Il 19 marzo 1995 al Santuario è giunto un pellegrino d’eccezione: Papa Giovanni Paolo II.
Salutato da migliaia di fedeli, che affollavano il tempio e il piazzale antistante, il pontefice, dopo aver stretto in un ideale abbraccio tutte le persone  malate, si è ritirato in preghiera dinanzi alla Vergine Addolorata.
Dopo la celebrazione della santa messa il Papa ha recitato l’Angelus in mondovisione.

Sulla collina che guarda il santuario sorge il paese.
L’abitato di Castelpetroso si può identificare con quel “Colle Petroso”, che compare per la prima volta in un atto del 9 maggio 964.

Il documento, sottoscritto dal principe Pandolfo Capodiferro, era stato redatto per assegnare i confini della contea di Isernia, che si estendeva fino a Colle Petroso.

Durante la dominazione longobarda il feudo fu dotato di un castello, che prese il nome del luogo della sua edificazione e famoso per l’imponente quantità di pietre: Tutto ciò è attestato da una pergamena del 1011, conservata nell’archivio di Montecassino; nel documento si constata che l’originario “Colle Petroso” venne sostituito con “Castrum Petrosum”, l’attuale Castelpetroso.

In epoca longobarda Castelpetroso apparteneva alla contea di Bojano, per passare poi, durante il regno di Carlo I d’Angiò, a Giovanni d’Angelo, vice Giustiziere del Regno.
In seguito il feudo di Castelpetroso fu alle dirette dipendenze di Andrea d’Isernia, famoso avvocato.

Nella seconda metà del XV secolo appartenne ai Pandone, già titolari del feudo di Venafro.

Gli ultimi detentori del possedimento feudale furono i Paolucci e i De Rossi.