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L'esterno della chiesa è completamente intonacato, per nascondere i numerosi interventi di ricostruzione e minimizzare le differenze nello spessore delle mura.
Le parti più antiche della chiesa risalgono al XIII secolo. |
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Il motivo decorativo che si svolge tra la lunetta e l'arco del portale riprende il tema presente nelle chiese di S. Giorgio e S. Leonardo a Campobasso e di S. Giorgio Martire a Petrella Tifernina: un animale, in questo caso un uccello con una foglia nel becco (probabilmente la colomba, simbolo dello Spirito Santo), attorniato da motivi vegetali. L'interno era originariamente a tre navate, ridotto a navata unica dal XVIII secolo. Le mura sono intonacate e il soffitto a capriate originario è stato recentemente sostituito da una volta a botte in cemento armato, per garantire stabilità all'edificio. L'aula è arricchita dalla presenza di colonne di diversa tipologia, che poggiano su plinti disuguali: una è a tortiglione, una è ottagonale, due sono cilindriche rastremate. Le colonne sono scolpite in pietra bruno-rosata, di origine probabilmente non locale. |
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I capitelli presentano decorazioni a motivi vegetali e figurati, diversi tra loro. Il pulpito, scolpito nel XIII secolo in marmo color terra di Siena, è senz'altro l'elemento artistico più particolare della chiesa e presenta motivi decorativi dai caratteri pugliesi e abruzzesi. Poggia su quattro colonne, terminanti in capitelli dalle decorazioni diverse, da cui si aprono archi trilobati. Questa parte del pulpito, di sostegno al balcone, termina in una cornice marcapiano, decorata da un fregio a foglie stilizzate. Nella chiesa un pergamo a cassa, a destra dell'altare maggiore, presenta caratteristiche stilistiche orientali, pugliesi e campane. |
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La parte più antica del fonte battesimale è la lunetta, dello stesso stile di quella inserita nel portale, il cui tema figurativo è il medesimo della lunetta del portale di S. Giorgio a Campobasso: l'Agnello crucifero, circondato da elementi vegetali, quali foglie a tre punte. |
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