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Per capire come si sono formate le varie tribù sannitiche e come si sono sparse in tutto il territorio appenninico dell'Italia centro-meridionale, è necessario prendere in considerazione l'antico rituale del Ver Sacrum, ovvero della Primavera Sacra.
Questa usanza, che per molto tempo è stata considerata un'invenzione leggendaria, è invece attestata anche in altre popolazioni europee ed è stata ripresa anche dai Romani, come rito propiziatorio in occasione dell'invasione d'Italia da parte di Annibale. Nei momenti di grande difficoltà per la tribù, quali potevano essere l'avvento di una battaglia molto difficile, il dilagare di una pestilenza o una carestia, i Sanniti pregavano il dio Mamerte di aiutarli a superare il pericolo, in cambio avrebbero sacrificato tutto ciò che nasceva la primavera successiva. I bambini però non venivano fisicamente sacrificati, ma lasciati crescere come creature consacrate al dio: al raggiungimento della maggiore età, l'intera generazione nata nella primavera sacra doveva lasciare la città e fondare un nuovo villaggio, in un luogo abbastanza lontano da avere nuovi pascoli e nuovi boschi. Il luogo in cui fermarsi doveva essere indicato da un animale-guida, scelto tra gli animali sacri al dio: poteva trattarsi un toro, ma anche di un lupo, di un orso, di un picchio o di un cervo. In realtà si pensa che l'animale-guida potesse non essere reale, ma solo dipinto su un vessillo.
L'usanza era tipica di molte popolazioni di guerrieri-pastori, quali erano anche i Sanniti. |
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