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I sanniti utilizzarono Sesto Alto come rocca a guardia della strada che portava alla Campania. Da rocca, durante il periodo romano divenne “statio” grazie alla sua posizione lungo la strada che collegava Roma a Teano. Nel 595 Arechi, duca di Benevento, prese in possesso Sesto Campano. Durante la dominazione longobarda Sesto fu affidata a un gastaldo e divenne capoluogo di una delle 34 contee del ducato di Benevento. Ai longobardi si fa risalire la costruzione del castello dotato di torri, di un fossato per la difesa esterna e di un ponte levatoio. Durante il XIII secolo il castello fu oggetto di ripetuti attacchi e distruzioni. Esso fu ripristinato con l’avvento della famiglia Sorellum in un periodo di relativa pace. Nel XIV secolo la Contea di Sesto fu assegnata ai fratelli Andrea e Nicola Rampini di origine isernina. Ad essi, nella seconda metà del 1300, successe la famiglia della Ratta, di origine spagnola, venuta in Molise al seguito della principessa Violante d’Aragona, sposa del principe Roberto d’Angiò il quale fu incoronato re nel 1309. La famiglia della Ratta fu privata del suo feudo da Carlo III di Durazzo che l’assegnò, nel 1381, a Gurello Origlia suo valido cavaliere. Il castello divenne luogo di sontuosi banchetti soprattutto quando il possesso del castello passò a suo figlio Pietro. Nel 1465 Re Ferrante I d’Aragona concesse il feudo a Diomede Carafa conte di Maddaloni. Nel 1569 Isabella di Lannoy, appartenente per nascita alla famiglia Carafa e moglie del principe di Sulmona e conte di Venafro, Filippo Lannoy, acquistò il feudo da Giambattista Carafa. A sua volta, il figlio di Isabella, Orazio, nel 1582 vendette il feudo a Filippo Spinola appartente a una tra le più potenti famiglie della Repubblica di Genova. Nel 1584, con la morte di Filippo, il feudo passò a suo figlio Ambrogio che lo acquisì a soli 14 anni con il titolo di Duca. Ambrogio fu un famoso condottiero al servizio di Filippo III di Spagna e partecipò alla guerra contro i Paesi Bassi espugnando, nel 1604 la città di Ostenda. Con la sua amministrazione il castello e tutto il territorio di Sesto acquisirono notevole importanza. Ambrogio infatti si impegnò per la realizzazione di numerose abitazioni da destinare ai pastori, ai campieri (guardie campestri) e ai braccianti del suo feudo. Tali costruzioni sono ancor oggi riconoscibili in quanto recano tutte la scritta: CAMERA DUCALE”. Nel ‘600 il castello subì la trasformazione da fortezza in residenza signorile con l’aggiunta di alcuni corpi di fabbrica. Nel 1891, il duca di Sesto, Don Giuseppe Ossario y Silva Spinola, trasferitosi in Spagna, vendette i territori di Sesto Campano, assieme al titolo ducale, a Sua Maestà Donna Maria Cristina d’Austria, Regina Madre di Spagna, vedova di Alfonso III Re di Spagna. |
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