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Tre sono le feste legate al Beato Giovanni. Il 24 giugno, in occasione dell’onomastico del Beato, la popolazione si reca sull’altopiano di Mazzocco, nei pressi delle rovine dell’antico monastero “Gualdo Mazzocca”, dove nel 1987 è stata costruita una piccola cappella in sostituzione del monastero, distrutto nel 1456. Il 28 agosto i festeggiamenti rievocano l’arrivo della reliquia del Beato a Tufara. |
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Il 14 novembre, giorno della sua morte, si festeggia il “glorioso transito” con la distribuzione delle cosiddette “panelle”, panini benedetti, offerti come simbolo di unione fraterna e di ospitalità, impastati con acqua proveniente dalla fontana del prodigio dell’eremita. Passando dal sacro al profano, ogni anno l’ultimo giorno di Carnevale si svolge la caratteristica festa del Carnevale: il diavolo, dal carattere e dall’odore animalesco, percorre per tutto il pomeriggio le vie del paese incatenato, tenuto da tre personaggi vestiti da frati e preceduto da altri due personaggi, che portano lunghe falci e gridano alla gente “Ah! La morte!”. Al termine della giornata nel castello di Tufara si riunisce il Tribunale per giudicare il Carnevale (rappresentato da un fantoccio dalle sembianze umane), che viene condannato, fucilato e gettato dal castello. Il fantoccio viene così afferrato dal diavolo, che lo porta con sé per un altro anno. |
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